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Sposarsi in Italia vivendo in Spagna: tutto quello che devi fare al Consolato di Barcellona

Sposarsi in Italia

Sposarsi in Italia quando si vive in Spagna è un desiderio più comune di quanto si pensi. La procedura è fattibile, ma richiede organizzazione e soprattutto anticipo. In questo articolo gestiamo una guida pratica aggiornata su tutto quello che serve sapere: dalla documentazione al pagamento della tassa, fino agli step finali prima del giorno del sì.

Chi è iscritto all’AIRE e risiede nella circoscrizione consolare di Barcellona — che comprende Catalogna, Aragona, Isole Baleari e Comunità Valenciana — deve passare per il Consolato Generale d’Italia di Barcellona per avviare la pratica delle pubblicazioni di matrimonio. Non ci sono scorciatoie né alternative: è un passaggio obbligato, e prima si comincia, meglio è.

Cosa sono le pubblicazioni di matrimonio e perché servono

Le pubblicazioni di matrimonio sono un atto formale previsto dal Codice Civile italiano attraverso cui si rende pubblica l’intenzione di due persone di unirsi in matrimonio. Vengono affisse all’Albo Consolare per permettere a chiunque di segnalare eventuali impedimenti legali alla celebrazione. Solo dopo questo periodo di pubblicazione il Consolato può inviare la delega al celebrante — che sia un Ufficiale di Stato Civile per il rito civile, o un Parroco per quello religioso.

Senza le pubblicazioni, il matrimonio in Italia non si può celebrare. Non esistono esenzioni per i cittadini AIRE. La procedura è la stessa sia che si voglia sposarsi in Comune che in chiesa.

📌 Nota importante: chi invece vuole sposarsi in Spagna (non in Italia) non è soggetto alle pubblicazioni. In quel caso serve il certificato di capacità matrimoniale, che è una pratica diversa. Questa guida riguarda esclusivamente chi intende celebrare il matrimonio sul territorio italiano.

Prima cosa da fare: contattare il Comune o la Parrocchia in Italia

Prima ancora di muoversi con il Consolato, il primo passo è contattare il Comune o la Parrocchia italiana dove si vuole celebrare il matrimonio. Loro fissano la data, forniscono le indicazioni specifiche sui documenti che richiedono da parte loro e in certi casi possono già indicare cosa serve al Consolato. Avere una data confermata in Italia semplifica tutto il percorso successivo.

Solo una volta chiarito questo punto si può procedere a raccogliere i documenti per il Consolato.

Documenti necessari per la richiesta di pubblicazioni

La documentazione va inviata per posta ordinaria al Consolato. Di seguito quello che serve nella situazione tipica di due cittadini italiani entrambi iscritti all’AIRE e residenti in Spagna:

Documento Note
Atto di nascita in originale Rilasciato dal Comune italiano competente. Si consiglia il formato internazionale (Convenzione di Vienna 1976): i semplici estratti anagrafici non sono più validi tra pubbliche amministrazioni italiane.
Certificato di residenza (Empadronamiento) Quello rilasciato dal Municipio spagnolo di residenza, in versione aggiornata.
Fotocopia del documento d’identità Passaporto italiano o carta d’identità valida.
Modulo di richiesta pubblicazioni Scaricabile dalla sezione Modulistica del sito ufficiale del Consolato di Barcellona.
In caso di divorzio precedente Atto di matrimonio italiano con annotazione a margine dello scioglimento, oppure copia della sentenza di divorzio passata in giudicato e registrata dal Comune.
⚠ Attenzione: tutta la documentazione deve essere inviata almeno 3 mesi prima della data del matrimonio. Non è un margine di sicurezza, è il termine minimo indicato dal Consolato. Spedire con meno preavviso rischia di compromettere i tempi e rendere necessario spostare la data del matrimonio.

Come e quando pagare la tassa consolare

Il pagamento della tassa è uno degli aspetti che genera più domande, soprattutto per chi non ha un conto Banco Santander. Facciamo chiarezza.

Il conto su cui versare è intestato al Consolato Generale d’Italia Barcelona – Tasse Consolari presso il Banco Santander:

IBAN: ES05-0049-4707-5026-1607-8401
BIC/SWIFT: BSCHESMMXXX
Causale: Cognome e Nome del richiedente (es. Rossi Mario – Pubblicazioni matrimonio)

Esistono due modalità di pagamento:

Modalità Quando Note
Versamento in contanti allo sportello Banco Santander Entro il giorno dell’appuntamento Metodo consigliato dal Consolato. Immediato, nessun rischio di ritardi nella conferma del pagamento.
Bonifico da altra banca (BBVA, Sabadell, ecc.) Almeno 7 giorni prima dell’appuntamento Valido, ma i bonifici interbancari possono impiegare più giorni. Calcolare bene i tempi e non aspettare l’ultimo momento.

Punto chiave: il pagamento non va effettuato al momento dell’invio dei documenti per posta. Viene fatto in un secondo momento, dopo aver ricevuto la conferma dell’appuntamento dal Consolato. Inviare i documenti senza ricevuta di pagamento allegata è quindi la procedura corretta.

⚠ Ricordatelo: al Consolato va presentata la ricevuta originale del versamento — non una fotocopia, non uno screenshot. Questo vale sia per chi paga in contanti che per chi fa il bonifico.

Step by step: dalla richiesta al giorno del matrimonio

Ecco lo schema completo della procedura, nell’ordine corretto:

  • 1
    Contattare il Comune o la Parrocchia in Italia
    Concordare la data del matrimonio e capire quali documenti richiede il celebrante da parte sua. È il punto di partenza di tutto.
  • 2
    Raccogliere la documentazione
    Atto di nascita internazionale, empadronamiento, documento d’identità, modulo del Consolato. Per chi ha avuto un matrimonio precedente: documenti relativi al divorzio.
  • 3
    Inviare tutto per posta ordinaria al Consolato — almeno 3 mesi prima
    Consolato Generale d’Italia a Barcellona, C/ Aribau 185, Planta 4 – 08021 Barcelona. La ricevuta di pagamento NON va allegata in questa fase.
  • 4
    Ricevere la conferma dell’appuntamento
    Il Consolato risponde con la data dell’appuntamento. Solo a questo punto si procede con il pagamento.
  • 5
    Effettuare il pagamento della tassa
    In contanti allo sportello Santander, oppure con bonifico da altra banca almeno 7 giorni prima dell’appuntamento. Conservare la ricevuta originale.
  • 6
    Appuntamento al Consolato
    Si presentano i documenti e la ricevuta di pagamento originale. Il Consolato avvia ufficialmente le pubblicazioni.
  • 7
    Pubblicazioni affisse all’Albo Consolare per 8 giorni
    È il periodo obbligatorio previsto dal Codice Civile. A partire dal quarto giorno successivo alla fine degli 8 giorni, il Consolato può inviare la delega al celebrante.
  • 8
    Il Consolato invia la delega al celebrante
    L’Ufficiale di Stato Civile o il Parroco riceve la delega e può procedere con la celebrazione del matrimonio.
  • 9
    Celebrazione del matrimonio — entro 180 giorni
    Attenzione: se il matrimonio non viene celebrato entro 180 giorni dalla pubblicazione, questa decade e bisogna ricominciare da capo.

Dopo il matrimonio: aggiornare lo schedario consolare

Una volta sposati, non bisogna dimenticarsi di comunicare il cambiamento di stato civile al Consolato. Chi è iscritto all’AIRE è tenuto a segnalare qualsiasi variazione di stato civile — matrimonio incluso — in modo che lo schedario consolare venga aggiornato. La documentazione va inviata per posta all’indirizzo del Consolato.

Se entrambi i coniugi sono italiani ma iscritti a Comuni diversi, ogni sposo deve presentare la propria documentazione separatamente, che verrà trasmessa ai rispettivi Comuni di competenza.

Un consiglio pratico che facciamo sempre

Tre mesi sembrano tanti, ma tra il reperimento dei documenti (l’atto di nascita internazionale dal Comune italiano richiede i suoi tempi), la spedizione postale e i tempi di lavorazione del Consolato, il margine si assottiglia in fretta. Chi organizza un matrimonio in alta stagione — giugno, luglio, settembre — ha tutto l’interesse ad avviare la pratica già 4-5 mesi prima. Meglio avere la delega in mano con settimane di anticipo che ritrovarsi a rincorrere le scadenze.

Se avete dubbi su un documento specifico o sulla vostra situazione personale, consigliamo di contattare direttamente il Consolato via email prima di spedire tutto: meglio chiedere che dover rispedire.

Fonti ufficiali