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Passaporto e CIE all’estero: il portale Prenot@mi non funziona? Hai comunque diritto all’appuntamento

Prenotami non funziona

Se il portale Prenot@mi è bloccato o non mostra date disponibili, non significa che tu debba aspettare a tempo indeterminato. La legge italiana ti garantisce il diritto a ottenere il servizio: scopri come agire formalmente e quali norme citare.

Il problema che tutti conoscono

Sei iscritto all’AIRE, vivi in Spagna — o comunque all’estero — e hai bisogno di rinnovare il passaporto o richiedere la Carta di Identità Elettronica (CIE). Vai sul portale Prenot@mi del Consolato: nessuna data disponibile, sistema in errore, o la pagina non risponde affatto.

La reazione istintiva di molti è ricaricare la pagina a mezzanotte sperando in un posto libero. Ma questa non è l’unica strada — né quella che la legge prevede.


La sentenza che cambia le regole del gioco

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 2819 del 2022, ha stabilito un principio fondamentale: un portale informatico non può costituire un ostacolo insormontabile tra il cittadino e la Pubblica Amministrazione. L’uso esclusivo di uno strumento digitale è illegittimo quando impedisce di fatto l’accesso al servizio.

Riferimento normativo
Consiglio di Stato — Sentenza n. 2819/2022

Se il sistema informatico non consente la prenotazione, il Consolato è obbligato ad accettare la richiesta attraverso canali alternativi. Il software non può sostituire il diritto del cittadino al procedimento amministrativo.

Questo principio si inserisce nel quadro della Legge 241/1990, che disciplina il procedimento amministrativo e impone alla PA l’obbligo di avviare e concludere ogni procedimento entro i termini stabiliti. Il Consolato, in quanto ufficio pubblico, è soggetto a queste norme esattamente come qualunque altro ente statale.


Cosa fare se il portale non funziona: 3 passi concreti

Non limitarti ad attendere. Se il portale Prenot@mi è inaccessibile o non offre date, hai tre azioni concrete da compiere subito.

1
Documenta il malfunzionamento Fai screenshot dei messaggi di errore, della mancanza di slot o delle pagine irraggiungibili, con data e ora visibili. Questi saranno la tua prova formale in caso di contestazione.
2
Invia una richiesta formale via PEC o raccomandata A/R Scrivi al Consolato competente per la tua area di residenza inviando la tua istanza (rinnovo passaporto, richiesta CIE, ecc.) tramite posta elettronica certificata oppure raccomandata con avviso di ricevimento. Avrai così prova legale della data di invio e ricezione.
3
Cita espressamente le norme di legge Nella comunicazione fai riferimento alla Sentenza 2819/2022 del Consiglio di Stato e alla Legge 241/1990. Ricorda al Consolato l’obbligo di avviare il procedimento amministrativo entro i termini previsti.
⚠ Importante La comunicazione deve essere scritta e tracciabile. Un’email ordinaria non ha lo stesso valore legale di una PEC o di una raccomandata A/R. Conserva sempre copia di tutto ciò che invii e ricevi.

Cosa rischia il Consolato se ignora la tua richiesta

Il Consolato è un ufficio dello Stato al servizio del cittadino. Un funzionario che, senza giustificato motivo, si rifiuta di avviare il procedimento richiesto, si espone a conseguenze giuridiche concrete.

Codice Penale
Art. 328 c.p. — Omissione di atti d’ufficio

Chi rifiuta o ritarda indebitamente un atto del proprio ufficio commette reato. Oltre alla responsabilità penale, il funzionario può essere chiamato a rispondere del danno erariale causato al cittadino.


Domande frequenti

Posso rivolgermi direttamente al Consolato di Barcellona senza usare Prenot@mi?

Sì. Se il portale non funziona o non ha date disponibili, puoi e devi presentare la tua richiesta in forma scritta tramite PEC o raccomandata, citando la sentenza e la Legge 241/90. Non sei obbligato ad aspettare che il sistema torni a funzionare.

Il Consolato può rifiutarsi di ricevere la mia PEC?

No. Una volta documentato il malfunzionamento del portale e inviata l’istanza per vie formali, il Consolato è obbligato ad avviare il procedimento. Il rifiuto configura una potenziale omissione d’ufficio ai sensi dell’Art. 328 c.p.

Quanto tempo ha il Consolato per rispondermi?

La Legge 241/1990 stabilisce che la PA deve avviare il procedimento entro i termini previsti, generalmente 30 giorni. In caso di silenzio ingiustificato è possibile procedere con un ricorso per silenzio-inadempimento.

Vale anche per la richiesta di CIE, non solo per il passaporto?

Sì. Il principio si applica a qualsiasi servizio amministrativo consolare: passaporto, Carta di Identità Elettronica, atti di stato civile e qualunque altro procedimento di competenza del Consolato.


In sintesi: ottenere un appuntamento consolare non è un favore, è un tuo diritto. Se Prenot@mi non funziona, documenta, invia la tua richiesta per scritto e cita la Sentenza 2819/2022 del Consiglio di Stato e la Legge 241/1990. La porta del Consolato deve restare aperta.

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